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Spiagge libere: nessun divieto di balneazione ai cani

11080974_794965180559344_7618618957226786010_nNelle spiagge di libera balneazione, l’eventuale ordinanza restrittiva nei confronti dei cani deve essere motivata e giustificare le ragioni per cui non siano possibili soluzioni alternative al rispetto dell’igiene pubblico.

Viene così confermata la tesi per cui il cane è il miglior amico dell’uomo, anche al mare, e persino sulle spiagge, purché libere: questo significa che il Comune non può emettere un’ordinanza in cui vieta l’accesso alle spiagge libere ai cittadini accompagnati dai loro fedeli quadrupedi.

Il suddetto importante principio di diritto  è stato recentemente affermato dal TAR Lazio con una sentenza appena pubblicata. ( in tal senso Tar Lazio sent. n. 9302 del 10.07.2015.)

Non è previsto nessun divieto, dunque, ai cani nelle spiagge libere: libere le spiagge, liberi anche gli animali di fare il bagno e di giocare sulla battigia. Solo una congrua motivazione che giustifichi tale scelta da parte della pubblica amministrazione, potrebbe legittimare un’ordinanza restrittiva. Inoltre essa dovrebbe anche specificare quali cautele di comportamento siano necessarie per la tutela dell’igiene delle spiagge o l’incolumità dei bagnanti.

Se intende adottare un’ordinanza che vieti un determinato comportamento, la pubblica amministrazione è obbligata – si legge in sentenza – ad adottare la scelta che comporta il minor sacrificio per i cittadini e, nello stesso tempo, contemperi al meglio gli interessi in gioco, evitando sacrifici inutili. È quello che i giuristi chiamano “principio di proporzionalità”. Pertanto la scelta di vietare l’ingresso agli animali sulle spiagge destinate alla libera balneazione, non deve risultare irragionevole e illogica, nè irrazionale e sproporzionata.

Medesimo orientamento è stato espresso anche dal TAR di Reggio Calabria , segno che anche nelle istituzioni diventa sempre più sentita l’esigenza di tutelare gli animali. Gli enti locali – dice il giudice amministrativo calabrese – devono individuare tratti di spiaggia libera dove consentire l’accesso ai conduttori di animali con disposizioni idonee a garantire decoro, igiene e pulizia.( in tal senso  Tar Reggio Calabria, sent. n. 2254/2014 del 28.05.2014). Un divieto generalizzato, infatti, sarebbe eccessivamente costrittivo sia per i poveri animali (costretti d’estate a patire il caldo) sia per i relativi padroni (che avrebbero il problema di affidare il proprio amico a 4 zampe durante le giornate estive).

Leggermente differente è il discorso per le spiagge date in concessione, quelle cioè dove vi sono i lidi ed è necessario pagare per conquistare una sdraio o un lettino. In tali casi, attese le finalità turistico-ricettive dei pubblici esercizi, tali aree sono interdette ai cani se vi è specifica richiesta del gestore e presa d’atto dell’amministrazione. Comunque, anche tali aree hanno deroghe, almeno nella zona di battigia, sulla quale – indipendentemente dai concessionari – operano le ordinanze comunali e della Capitaneria. Infatti, ai bagnanti è sempre concesso transitare e sostare sulla battigia delle aree in concessione, pur senza pagare e senza subire pregiudizi di sorta.

Sull’argomento, è altresì doveroso infine citare i casi di Toscana ,dove una legge regionale ( Lr Toscana n. 59/2009) conferma il libero accesso a spiagge pubbliche e consente al responsabile del pubblico esercizio di adottare misure limitative, comunicandole al sindaco, ed Emilia Romagna , dove vige l’opposto principio secondo cui i cani non hanno ingresso ( Ord. regionale balneare Emilia Romagna n. 1/2015) , ma i concessionari demaniali possono chiedere di individuare aree che accettano cani!

Foggia, 23 luglio 2015                                              avv. Eugenio Gargiulo

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